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News Cultura

Sabato 8 febbraio, alle 10.45, piazza Santa Barbara ha ospitato il Cerimoniale in costume aperto al pubblico. E' stato il primo appuntamento del carnevale a Mantova, altri due saranno con i carri allegorici, i gruppi mascherati e le maschere di carattere, tutti ispirati al tema “Ambiente…salvaguardia del territorio e delle tradizioni locali”.

Si è partiti sabato 8 febbraio con “Il cerimoniale della consegna della chiave della città” che si è svolto nella mattinata in piazza Santa Barbara. Il Carnevale, quindi, è iniziato con un evento aperto al pubblico, ovvero il rituale della presentazione della Corte di Re Trigol e della Regina Fior di Loto. I due sposi hanno raggiungiunto la città a cavallo accolti dal corteo carnevalesco al completo. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Comunali, con il patrocinio ed il contributo del Comune di Mantova e patrocinato da Regione Lombardia, Amministrazione Provinciale di Mantova, Parco del Mincio e Confindustria. “L’8 febbraio, in piazza Santa Barbara – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Comunali Sergio Olivieri –, c'è stata la consegna delle chiavi da parte del cardinale della Santa Romana Chiesa Ercole di Gonzaga che ha indirizzato il suo proclama al popolo, analizzando con stimolante arguzia gli avvenimenti della grande parata di Carnevale nei giorni del 15 e 16 febbraio. Si è trattato, dunque, di un primo evento in maschera aperto a tutta la città”.

L’appuntamento, infatti, ha aprto ufficialmente la manifestazione che vedrà altri due appuntamenti aperti al pubblico: il “Carnevale dei Bimbi” di sabato 15 febbraio dalle 14.30 in piazza Sordello e nelle vie del centro storico e il “Carnevale con i Carri Allegorici” di domenica 16 febbraio, sempre dalle 14.30, da corso Vittorio Emanuele a corso della Libertà. Il Carnevale mantovano, poi, è stato illustrato da Dario Moretti attraverso la fiaba “Sua maestà Re Trigol…diventato leggenda” che prende in esame tematiche ecologiche partendo dai quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco.

Si fa presente che durante gli eventi sarà allestito un gazebo per la raccolta fondi al progetto fondazione Marco Sguaitzer. “Un particolare ringraziamento – ha detto infine Olivieri – va anche al direttore artistico Riccardo Braglia, al gruppo Sbandieratori Palio della Capra d’Oro di Cavriana, al gruppo Drappo d’Oro di Castel D’Ario, al Asd Ippo Amici e ai numerosi comitati presenti alle manifestazioni”.
Ulteriori informazioni sul Carnevale a Mantova sul sito www.associazionecomunali.it.

 

Ecco i vari link di riferimento dei prossimi eventi:

 


Carnevale dei Bimbi - Sabato 15 Febbraio dalle ore 14.30 - Piazza Sordello e vie del centro storico:

https://www.associazionecomunali.it/news/carnevale-dei-bimbi-a-difesa-dellambiente 


Carnevale con i Carri Allegorici - Domenica 16 Febbraio dalle ore 14.30 - Corso Vittorio Emanuele e Corso Libertà:

https://www.associazionecomunali.it/news/carnevale-di-mantova-2020 

 

"Sua maestà re trigol … diventato leggenda"

https://www.associazionecomunali.it/news/sua-maest-re-trigol-diventato-leggenda 

 

Mercoledì, 05 Febbraio 2020 15:11
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Il logo della BiennaleNel mese di marzo del 2020 Mantova ospiterà la prima edizione della Biennale della Fotografia Femminile, ideata dall’Associazione la Papessa e con la direzione artistica di Alessia Locatelli; un evento unico al mondo, che porterà in città a partire dal 5 marzo mostre di grandi fotografe italiane e internazionali, talk, letture di portfolio, workshop, proiezioni e residenze artistiche.

Il programma è stato illustrato giovedì 16 gennaio nella sede del Comune di Mantova dal consigliere delegato per la cultura Comune di Mantova Giovanni Pasetti, per l’associazione La Papessa da Anna Volpi, dal direttore artistico Bff Alessia Locatelli e l’Italian Photo Award Cecilia Pratizzoli.

In una società in cui ancora non esiste una piena parità di genere e la cui storia è spesso raccontata da occhi maschili, la fotografia femminile è poco rappresentata e spesso stereotipata e la Biennale è l’occasione per dare la giusta visibilità a importanti progetti di eccezionali fotografe da tutto il mondo.

Grazie al supporto e al Patrocinio del Comune di Mantova e al Patrocinio della Provincia di Mantova la Biennale avrà luogo in location talvolta chiuse al pubblico e in luoghi storici permettendo così di scoprire la città attraverso punti di vista diversi dall’ordinario. Il tema di questa prima edizione è il lavoro, un tema quanto mai attuale e scottante, che riguarda tutti, al di là del genere, ma un tema particolarmente delicato se declinato al femminile; la Biennale ha quindi, tra gli altri, lo scopo di veicolare messaggi di uguaglianza attraverso la fotografia.

La professione fotografica è una delle industrie che vede una maggioranza di uomini tra le sue file, anche se negli ultimi anni numerose fotografe sono salite alla ribalta del grande pubblico dimostrando di avere dalla loro forza, ingegno e sensibilità per affrontare tematiche anche forti e crude.

Le fotografe invitate a questa prima edizione della Biennale sono le seguenti.

Rena Effendi
Transylvania: built on grass
Fotografa e documentarista originaria dell’Azerbaijan, con la fotogra!a indaga l’umano, le persone e la cultura in contesti di ingiustizia sociale, conflitto e sfruttamento. Transylvania: built on grass è un colorato scorcio di vita nelle remote campagne della Romania.


Sandra Hoyn
Fighting for a Pittance
Fotografa tedesca, inizia la sua carriera nel 2005 come fotogiornalista per riviste ed Ong a cui affianca progetti personali focalizzati sul sociale, sui diritti umani e sull’ambiente. A Mantova propone un crudo documentario fotografico sulla boxe infantile praticata in Tailandia: una serie di immagini in bianco e nero che documentano la durezza dei combattimenti minorili di boxe e lo sfruttamento ad essi connessi. Le foto mostrano non solo la violenza del ring, ma anche la pressione psicologica che va di pari passo con la competizione sfrenata. Bambini e bambine si allenano portando il loro corpo e la loro mente al limite, mentre vestono gli abiti di lottatori adulti.

Annalisa Natali Murri
Cinderellas
Fotografa freelance italiana, dopo il diploma alla scuola di fotografia architettonica ed urbana ed una laurea in ingegneria, avvia una serie di progetti personali e documentaristici, ispirati a questioni sociali ed alle loro conseguenze psicologiche. Alla Biennale porta un intenso lavoro sulle Hijras transessuali del Bangladesh, un tempo venerate e rispettate per la loro appartenenza al “terzo genere”, oggigiorno queste donne transgender soffrono invece gravi situazioni di povertà e negazioni di diritti, trovandosi costrette a prostituirsi per sopravvivere. Ma non è la tragedia di queste discriminazioni che ci viene mostrata nelle immagini in bianco e nero di Murri. Il suo ritratto delle Hijiras è piuttosto un incontro intimo, silenzioso e profondamente rispettoso.


Claudia Corrent
Vorrei
Bolzanina con una passione per la fotografia sin da giovanissima, studia filosofia, approfondendo simultaneamente l’aspetto comunicativo ed estetico dell’immagine. Cogliere il Genius loci paesaggistico è la sua missione principale. Esplorando il concetto di “vita laburista”, i dittici del progetto "Vorrei" ritraggono adolescenti studenti di una scuola professionale.

Daro Sulakauri
!e Black Gold"
Studia cinema e fotografia a Tbilisi, in Georgia, per poi diplomarsi in fotogiornalismo documentaristico all’Icp di New York. The Black Gold ci porta nel vivo delle condizioni lavorative dei minatori georgiani di Chiatura: ogni giorno gli uomini si avviano verso le miniere, lavorando in condizioni durissime e pericolose per 8-12 ore al giorno per un salario di 270 dollari. Il progetto è accompagnato da un’installazione video.

Nausicaa Giulia Bianchi
Women Priests Project"
Fotografa documentarista profondamente orientata sui temi della spiritualità legata al femminile e al divino. Il suo lavoro documenta la missione di “disobbedienza”, rinnovamento e spiritualità condotta dalle donne prete.

Eliza Bennett
A Woman’s work is never done
Autrice inglese con un Master of Fine Arts alla London Art School porta un progetto sul ricamo che è tradizionalmente associato all’idea di lavoro femminile, inteso come opera minuziosa e agile, distante dalla fatica fisica del lavoro maschile. Eliza Bennet utilizza lo strato superiore della sua pelle come tessuto da ricamo sovvertendo così la contrapposizione tra lavoro maschile e femminile. Attraverso l’uso di una tecnica considerata femminile, l’artista restituisce l’immagine rappresentativa delle mani di donne impiegate in occupazioni ancillari e invisibili alla società, mostrando come il lavoro delle donne sia ben lungi dall’essere facile e leggero. Il suo progetto prevede un’installazione video.

Erika Larsen
Quinhagak. Works between 2015-2019
Fotografa e narratrice statunitense è molto nota per i suoi saggi. Documenta le culture che mantengono stretti legami con la natura “dove il paesaggio è estremamente importante per le persone”. Le sue opere sono esposte in mostre monogra!che e collettive in gallerie di New York, Washington, Phoenix, Los Angeles, Mosca, Barcellona, Bologna e molte altre città. Il lavoro che porta è ambientato a Quinhagak, la quale si trova sul fiume Kanektok sulla riva est della baia di Kuskokwim, meno di un miglio dalla costa del Mare di Bering in Alaska, dove Larsen è tornata regolarmente durante gli ultimi quattro anni. Le immagini prodotte sono note del tempo che ha trascorso in questi luoghi, un tempo - parte di una storia collettiva - che, sommandosi, forma un’unione di tempi sovrapposti.

Betty Colombo
La Riparazione, progetto realizzato con Save the Planet e Canon.
Classe 1975, è una fotoreporter italiana che lavora con le principali testate giornalistiche italiane e straniere occupandosi prevalentemente di reportage di viaggio e attualità. Il rapporto tra uomo e natura è qualcosa di controverso e stupefacente. La Terra cambia, un po’ per sé stessa e molto a causa nostra. Ma il pianeta sa muoversi per auto-ripararsi e così cerca di fare l’uomo. L’uomo distrugge il pianeta e poi lo cura, entrambi si feriscono a vicenda per poi aggiustarsi.
Questo lavoro parla di riparazione; riparare il guasto per conservare al posto di cambiare. Quattro !nestre su altrettanti momenti in cui l’uomo e la natura cercano un dialogo per la salvezza comune.Quattro serie raccontano un territorio colpito da un incendio, un trapianto di polmoni, il salvataggio di un animale, un intervento di chirurgia plastica a seguito di un’ustione.

Palazzo Te nello spazio del Giardino Segreto ospiterà la proiezione dei lavori di Maria Grazia Beruffi Chinese Whispers e Claudia Amatruda Naiade, la prima e la seconda classificata del Premio Musa 2019. Il premio è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografe (donne), senza nessuna distinzione tra amatrici e professioniste. L’ambito del premio è rivolto alla fotogra!a italiana femminile, possono partecipare fotografe, senza limitazioni relativi al linguaggio scelto, che vivono sul territorio italiano.

Aldeide Delgado
La nuova donna: narrazioni di genere nello sviluppo della fotografia cubana
Storica dell’arte e curatrice cura una collettiva di sei artiste le cui fotografie ci danno un assaggio di diverse storie attraversate dalle tematiche di genere. La mostra è parte delle attività di promozione del Women Photographers International Archive (Wopha), un’organizzazione emergente dedicata alla ricerca, alla promozione, al supporto e all’educazione sul tema del ruolo della donna e di coloro che si identi!cano come tali, in fotografia.

E infine la mostra La Fatica delle Donne, dalla Collezione Donata Pizzi composta interamente da lavori di fotografe italiane, dal 1965 ad oggi.

La Biennale avrà anche un circuito Off grazie alla open call che ha ricevuto 117 proposte di partecipazione da tutto il mondo. Dieci fotografe sono state selezionate per essere messe in mostra in un circuito off allestito in locali pubblici nel centro di Mantova. Tre fotografe vinceranno premi dati da Vice Italia (pubblicazione), Fotofabbrica (buono stampe) e R84 Mutlifactory Mantova in collaborazione con Studio Meraki, Studio d’arte Galana e Federica Bottoli (residenza artistica con produzione di una mostra).

La Biennale della Fotografia Femminile già da questa prima edizione si avvale di collaborazioni prestigiose con partner quali LifeGate, Fujifilm Italia, Moak, il premio Musa e l’Italy Photo Award.

LifeGate e Fujifilm Italia sosterranno la comunicazione della Bbf attraverso i social media e con alcuni passaggi radiofonici; Moak, che da alcuni anni promuove il concorso internazionale di fotogra!a Fuori Fuoco e condivide con la Bbf la passione per le arti visive, sarà invece presente all’inaugurazione e durante l’intera durata dell’evento con il suo punto caffè.

Infine i premi: il Premio Musa proietterà durante la Biennale le prime due opere vincitrici della prima edizione del concorso, mentre la collaborazione con l’Italy Photo Award ci consentirà di far partecipare i due migliori portfolio selezionati durante le letture al premio nazionale.

La Biennale della Fotografia Femminile promette dunque di diventare un evento imperdibile per chi ama l’arte e la fotografia e per tutti coloro che desiderano “aprire gli occhi” su quanto sta succedendo oggi nel mondo grazie alla visione di grandi autrici, interpreti della realtà.

Per avere altre informazioni clicca qui.

Venerdì, 17 Gennaio 2020 19:01
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Si inaugura sabato 18 gennaio alle 17.00 la personale Ritratti di viaggio di Nicola Biondani nella cornice di Casa di Rigoletto, presentata da Vincenzo Denti. La mostra patrocinata dal Comune di Mantova e realizzata in collaborazione con Studio Hombra è curata da Giovanni Pasetti e si annuncia come straordinaria, per la presenza di oltre una dozzina di sculture in terracotta policroma che raccontano la molteplicità e la diversità dei viaggiatori sedentari, protagonisti del percorso di ricerca che negli ultimi anni ha caratterizzato l’opera di Biondani.
Come scrive in catalogo Giovanni Pasetti: “[…] Acrobati infatti sono questi Ritratti di viaggio. Nella varietà estrema di forme suggeriscono l’alterità silente che abita in ciascuno. Ogni modello mostra la propria identità spiegazzata e immersa nei panni di una vita che non appartiene a nessuno, se non per caso. E la somma delle specifiche attribuite ad ogni soggetto di questa avventura perenne si materializza infine in un coro estremo di voci sommesse, capaci di trasmettere molto più di una semplice invocazione”.
Sempre Pasetti ricorda di Biondani il recente incarico “di modellare l’aspetto sensibile dell’Arlecchino d’Oro, il premio prestigioso” quest’anno conferito a Ennio Morricone. L’esito è stato esaltante per l’attualizzazione che lo scultore ha dato alla Maschera posizionandola beffardamente sulla poltrona.
Ciò che lo spettatore scoprirà visitando la mostra sarà una varia umanità assorta nei propri pensieri e diretta con lo sguardo verso territori immaginari. Come scrive Pasetti “[…] i colori aggiungono grazia, giocando su toni solo per un istante spenti, che invece si infiammano per completare un gesto qualsiasi, eppure tanto ricco di conseguenze per questi attori smarriti che si ritrovano solitari sulla scena dell’universo”.
Il catalogo edito da Edprint presenta oltre ai testi del sindaco Mattia Palazzi e Giovanni Pasetti, quello di Elisabetta Pozzetti e le fotografie di Giuseppe Gradella.
La mostra sarà visitabile fino al 1° marzo 2020.

 

in collaborazione con
Studio Hombra

orari
tutti i giorni 9-18
ingresso libero

info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | 340 2201936

catalogo
Edprint

testi di
Mattia Palazzi
Giovanni Pasetti
Elisabetta Pozzetti

fotografie
Giuseppe Gradella

grafica inviti-manifesti
Giuseppe Luzzi

Lunedì, 13 Gennaio 2020 16:45
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TAROCCHI da GIULIO ROMANO. GIUSEPPE BILLONI a cura di Carlo Micheli alla Casa di Rigoletto

Sabato 16 novembre alle ore 18.00 è stata inaugurata presso la Casa del Rigoletto la nuova mostra “Tarocchi da Giulio Romano” di Giuseppe Billoni curata dal critico d’arte Carlo Micheli.
Come scrive Micheli in catalogo, “I Tarocchi da Giulio Romano rappresentano l’omaggio di un artista del nostro tempo ad un grande della pittura. La varietà dei temi iconografici trattati dall’allievo di Raffaello, ha consentito a Giuseppe Billoni l’individuazione di immagini riconducibili in modo convincente e originale, a quelle dei Tarocchi. Nasce così un paziente lavoro di assemblaggio e di sensibile ricerca, un tributo a Giulio Romano, fatto di preziosismi stilistici e di raffinata ironia. L’arte di Giuseppe Billoni, da vari decenni indirizzata a una lettura in chiave simbolica, si coniuga alla perfezione con le “invenzioni” giuliesche, dando vita a ventidue dipinti di eccezionale qualità, ricchi di citazioni da Giulio Romano, ma al contempo di personalissime intuizioni che ci indirizzano verso una rilettura più attenta al particolare, al dettaglio del lessico giuliesco”.
Alla presentazione della mostra, oltre al curatore e all’artista, è intervenuto il consigliere comunale delegato alla Cultura Giovanni Pasetti: “L’arte di Billoni, da vari decenni indirizzata a una lettura in chiave simbolica, si coniuga alla perfezione con le invenzioni giuliesche dando vita a ventidue dipinti di eccezionale qualità, ricchi di citazioni da Giulio Romano, ma al contempo di personalissime intuizioni che ci indirizzano verso una rilettura più attenta al particolare, al dettaglio del lessico giuliesco”. 
Nell’anno dedicato a Giulio Romano con le due grandi mostre che attualmente si tengono a Palazzo Ducale e a Palazzo Te, le Guide turistiche Confesercenti/GAM hanno proposto l’esposizione ideata da Carlo Micheli con gli stessi originali dipinti da Billoni e realizzati in occasione della grande mostra a Palazzo Te del 1989.
La mostra, corredata da un catalogo che riproduce i 22 arcani maggiori, sarà visitabile fino al 15 gennaio 2020 tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 (chiuso 25 dicembre 2019, 1 gennaio 2020) con orario continuato.

 

Martedì, 19 Novembre 2019 16:03
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Nel contesto della mostra Il Cinquecento a Polirone. Da Correggio a Giulio Romano si terrà venerdì 29 novembre una giornata di studi che approfondirà vari temi messi in luce dall’evento espositivo. L’evento sarà accolto nell’Atrio degli Arcieri del Palazzo Ducale di Mantova dalle 10 alle 12, ed è realizzato dall’Associazione Amici della basilica ETS in collaborazione con il Comune di San Benedetto Po, con il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e si concretizza con il contributo del Comune di Mantova.
La giornata di studi è intitolata Il Cinquecento a Polirone. Arte, storia e cultura nel secolo di Correggio e Giulio Romano e vedrà la partecipazione di numerosi studiosi che hanno collaborato alla realizzazione della mostra evento. All’incontro interverranno Paolo Bertelli (Da Correggio a Giulio Romano. Con un’apertura su Bonsignori), Claudia Bonora Previdi (Giulio Romano a San Benedetto Po. L’architettura), Renato Berzaghi (Giulio Romano a San Benedetto Po. La pittura), Stefano Savoia (Il Cinquecento a Polirone. Arredi sacri e codici miniati), Francesca Miserocchi (Il Cinquecento a Polirone. Arredi sacri e paramenti liturgici) e Paola Artoni (Analisi non invasive sulle opere d’arte). L’incontro intende essere un momento divulgativo dei contenuti scientifici della mostra, aperto a tutti ma dedicato in particolare agli studenti delle scuole superiori. D’altra parte l’esposizione è un vero evento che ha attirato l’attenzione su San Benedetto Po anche da parte dei media nazionali: il rientro di dipinti di straordinario pregio quali il Cenacolo di Girolamo Bonsignori e l’anta dell’antico organo realizzata dal giovane Correggio sono eventi difficilmente ripetibili a breve. La presenza di opere d’arte di grande importanza, poi (Federico Zuccari, Paris Bordon, Paolo Farinati, disegni di Giulio Romano e dipinti della sua bottega, codici miniati, le statue di Antonio Begarelli) rende la mostra in corso nel refettorio grande e nella basilica di San Benedetto Po (fino al 6 gennaio 2020) un’esposizione spettacolare e di alto livello. Di particolare interesse, inoltre, i molti restauri svolti e le indagini non invasive realizzate su diverse opere esposte, che hanno portato a numerose scoperte di non secondaria importanza, mentre il catalogo (PubliPaolini) propone un imponente apparato iconografico e la partecipazione di studiosi a livello internazionale.

Per informazioni: Associazione Amici della basilica ETS, San Benedetto Po, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Martedì, 19 Novembre 2019 15:42
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La locandina dello spettacoloLa Compagnia teatrale “La Silloge”, di Cinisello Balsamo, porterà sul prestigioso palco del Bibiena di Mantova una delle opere meno rappresentate di William Shakespeare: “Pene d'Amor Perdute”. Lo spettacolo si terrà sabato 9 novembre, alle 21, e sarà messo in scena da un nutrito cast formato da una quindicina di attori, la maggior parte giovani sotto i 25 anni, che provengono quasi tutti dalle scuole di teatro di Milano e hinterland.

La regia è a cura di Marco V. Pogliaghi che è anche l’autore dell'adattamento teatrale e delle musiche originali, scritte apposta per il progetto. Direttore di scena Ennio Generoso. La rappresentazione scenica prevede anche scenografie digitali e la partecipazione straordinaria della Compagnia di Rievocatori Storici “La Zoiosa” di Mantova, che porterà sul palco combattimenti all'arma bianca nel fasto dei costumi rievocativi dei cavalieri di un tempo. “Uno spettacolo non è molto diverso da una scalata – ha sottolineato il regista Pogliaghi – devi fare attenzione, un passo dopo l'altro. E come per tutte le sfide della vita anche il teatro va affrontato con la testa, con il cuore, la passione e un po' di sana follia”.

La rappresentazione, rispettosamente riadattata per la scena e ricondotta cronologicamente agli albori della Grande Guerra, è una commedia romantica adatta a tutti, scevra da volgarità o doppi sensi che punta sul romanticismo e sull’arguzie per intrattenere e divertire il pubblico. “Pene d’Amor Perdute” di Shakespeare racconta di tre giovani rampolli reali che decidono di ritirarsi nella reggia di Navarra per dedicarsi allo studio sfrenato giurando di dormire pochissimo, mangiare una volta al giorno e soprattutto non vedere donne per tre anni. Tuttavia, la visita ufficiale della principessa di Francia e delle sue dame di compagnia mette in seria discussione questo giuramento. Le situazioni che si vengono a creare, insieme romantiche ed imbarazzanti, metteranno in risalto la fragilità umana di fronte alle questioni d'amore ed il valore del tempo nei fatti della vita. La presenza di elementi fuori dalle righe come il bislacco Don Adriano De Armado e l'incontenibile Zucca, rendono lo spettacolo irresistibile.

L’evento è patrocinato dal Comune di Mantova e dalla Regione Lombardia, e ha ottenuto anche l’alto patrocinio del Parlamento Europeo.
I costi del biglietto d’ingresso al Teatro Bibiena sono di 15 euro l’intero e 10 euro il ridotto (minori di 18 anni). Per informazioni: 0376 327653 o sul sito Internet www.silloge.it/pap.

Giovedì, 07 Novembre 2019 12:25
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Torna in città dal 4 al 15 novembre “MantovaScienza”. La manifestazione, giunta alla quarta edizione, mette in risalto la scienza a tutto campo, con l’apporto di studiosi e ricercatori dall’Italia e dall’estero. Astrofisica, medicina, psicologia, intelligenza artificiale, economia, clima e molti altri argomenti saranno raccontati con taglio accattivante e comprensibile, sempre per “Seminare scienza e raccogliere cultura” come recita il motto della manifestazione. La quarta edizione è stata presentata, giovedì 31 ottobre, in Municipio, dall’assessore alla Politiche educative del Comune di Mantova Marianna Pavesi, dal presidente della Cooperativa Alkémica Riccardo Govoni, dal responsabile dei progetti scuole del Cinema del Carbone Enrico Badii, dalla responsabile del Premio Cesare Cancellieri Teresa Cancellieri e dalla ricercatrice dell’Università di Modena e Reggio Emilia Sara De Biasi.

Promotore e principale sostenitore dell’iniziativa è il Comune di Mantova in collaborazione con Alkémica Cooperativa Sociale onlus, a cui è affidata l’organizzazione tecnica e la didattica. Fondamentale il supporto dei main sponsor: Gruppo Tea, Fondazione Comunità Mantovana e Opto Engineering. Tante le collaborazioni con enti pubblici e privati tra cui MASTeR, Pantacon e Aif (Associazione per l’Insegnamento della Fisica). Fra gli sponsor tecnici della manifestazione anche i negozi Città del Sole e la Libreria Coop Nautilus.

“Un’edizione questa particolarmente orientata all’astronomia – ha sottolineato l’assessore Pavesi –, data la ricorrenza del 50° anniversario dello sbarco sulla Luna, di cui parlerà il 14 novembre nel suo intervento l’astronauta Umberto Guidoni (alle 17.30 al Conservatorio Campiani). Per le scuole, come di consueto, ci saranno numerosi laboratori didattici sui più svariati argomenti e molte occasioni di formazione anche per gli studenti delle scuole superiori”.

Prosegue la proposta organizzata in collaborazione con Versalis/Eni che apre le porte dello stabilimento alle scuole secondarie di II grado. Inoltre, venerdì 8 al Teatro Bibiena un convegno-dibattito dal titolo “Plastica, una storia da far circolare”.
Novità di quest’anno sono due speciali corsi di formazione per insegnanti di ogni ordine e grado, uno sulle particelle ad alta energia, proposto sabato 9 da una docente del Cern di Ginevra, e uno sulla didattica della matematica che si terrà sabato 16 in occasione della consegna del premio Cesare Cancellieri.

“Al momento, alle attività didattiche del mattino hanno già aderito oltre 80 classi di Mantova e provincia – ha detto Govoni –. Ricordo che l’edizione scorsa ha interessato in totale circa 5mila persone”:
Continua poi la collaborazione con il Cinema del Carbone per la rassegna “La Scienza al Cinema”, un palinsesto speciale dedicato a film e documentari a tema scientifico. Il 9 e 10 novembre per “Yes, Weekend!” la sala delle Capriate, in piazza Leon Battista Alberti, si trasformerà nello Science Lab di Mantova (sabato dalle 15 alle 18.30 e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30) per curiosare, sperimentare e giocare con l’aiuto e l’entusiasmo degli studenti degli Istituti mantovani Virgilio, Belfiore, Fermi, Mantegna, oltre al Sanfelice di Viadana e il Romani di Casalmaggiore (CR). Gli incontri e i laboratori sono aperti gratuitamente al pubblico.

E ancora il teatro con la rappresentazione “SN 1604”, che unisce didattica della scienza, multimedialità e spettacolo con l’organizzazione tecnica e la regia a cura delle cooperative Teatro Magro e ZeroBeat.
Infine, il Premio Cesare Cancellieri per la didattica della Matematica e dell’Informatica di sabato 16 novembre alle 15 presso la sala degli Addottoramenti del Liceo Virgilio.
Informazioni e programma completo: www.mantovascienza.it.

Lunedì, 04 Novembre 2019 12:15
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Fümana trae spunto da un’idea semplice: cercare, trovare e valorizzare un tratto comune tra chi ha fatto e fa arte in tutte le sue forme in un luogo geografico preciso, nello specifico la Pianura. Attraverso le differenti espressioni artistiche si persegue l’idea di cogliere i racconti identitari e le attitudini culturali propri di questa terra. Da secoli questo territorio è stato segnato dal passaggio di audaci uomini: da Virgilio a Sordello da Goito, Teofilo Folengo, Ippolito Nievo, fino ai contemporanei attraverso una trasversalità di generi in soluzione di continuità tra musica, pittura, poesia, letteratura e cinema. Questi curiosi esploratori delle nostre terre, continuano ancora oggi a creare ispirati dall’inquietudine di quel “genius loci” tanto caro a Cesare Zavattini e tipico della Pianura Padana.
Nel corso del tempo questo agire artistico è senza dubbio mutato, si è adattato a tendenze e stili più contemporanei, ma di fatto rimane un elemento che accomuna, un collante che rinsalda, mescola e si rinnova in un singolare sincretismo.
Per analogia, ci piace pensare la Pianura Padana come ad una grande tela, fatta di intrecci di molteplici forme d’arte, tenute insieme da una sorta di ordito comune. Fϋmana, sta ad indicare l’aspetto impalpabile e fantastico che abita i nostri orizzonti, una sorta di magica velina capace di sottrarre e aggiungere, di aprire mondi altri e celare le brutture. Il genio della pianura, percorso da carsica follia, fa proprio questo, trasforma ciò di cui dispone in alchimie nuove, genera una speciale Fϋmana, che incanta.
Per questo motivo si è pensato di dare vita a una serie di incontri, mostre e dibattiti, dal nome di Fϋmana, all’insegna delle arti in Pianura Padana, con una chiave decisamente contemporanea.
Il tutto si svolgerà dal 1° al 10 di novembre a Mantova, presso la Casa del Rigoletto in Piazza Sordello 

DAL 1 AL 10 NOVEMBRE 2019
DINO VILLANI CHE NON TI ASPETTI, QUADRI E INCISIONI DI COLLEZIONI PRIVATE
Orari apertura mostra: tutti i giorni dall 9.00 alle 18.00

 

DAL 8 AL 9 NOVEMBRE 2019 MARATONA FUMANA 24H

 

In allegato il programma completo

Giovedì, 31 Ottobre 2019 12:22
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