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Mostra con i cibi dall'altro mondo In evidenza

La presentazione alla TeresianaLe scoperte geografiche del XVI secolo consegnarono al Vecchio Continente vastissime ricchezze.

Sono arrivate in Europa nuove varietà botaniche che hanno definitivamente modificato gli usi alimentari europei e sono stati ingenerati profondi mutamenti nell'economia mondiale.

Nuove rotte commerciali furono infatti sperimentate e potenziati i flussi già attivi, ponendo le basi per lo sviluppo di connessioni intercontinentali che rappresentano i prodromi del mondo globalizzato contemporaneo.

La mostra "Cibi dall'altro mondo. Alimenti e spezie dalle Americhe e dall'Asia" è stata presentata venerdì 22 maggio alla Teresiana dall'assessore alle Biblioteche del Comune di Mantova Marco Cavarocchi, dalla vice presidente della Provincia Francesca Zaltieri, dalla curatrice Francesca Ferrari), con la preview della piattaforma multimediale effettuata dalla Project Manager Maddalena Camera. L'esposizione, attraverso una selezione di testi del XVI-XVIII secolo, offre la testimonianza di come le nuove specie alimentari si siano progressivamente diffuse in Europa, in alcuni casi quali oggetti di studio, nei principali orti botanici, ed in altri siano state direttamente introdotte nel ciclo alimentare, fino a diventare elementi di caratterizzazione di tradizioni culinarie locali.

Le tre sezioni della mostra ricreano il percorso della "scoperta" del Nuovo Mondo e del "traffico botanico" che ne conseguì, il cosiddetto columbian exchange.

Attraverso atlanti geografici sono illustrate le nuove rotte percorse dai mercanti e il progressivo perfezionamento delle rappresentazioni geografiche dei territori scoperti; cronache di viaggio coeve riportano al lettore contemporaneo la rivelazione dell'incontro con il diverso: civiltà e habitat sconosciuti. Tra i testi più significativi compaiono la Historia del Mondo Nuovo di Girolamo Benzoni (1572), la Historia naturale e morale delle Indie di Josè Acosta (1596) e il Delle navigationi et viaggi di Giovan Battista Ramusio (1606).

La seconda sezione è costituita da erbari e testi di botanica che presentano le prime descrizioni delle specie introdotte: si sviluppa infatti, nel corso del XVI secolo, un nuovo interesse verso lo studio botanico, grazie appunto al grande afflusso di piante "peregrinae". Si assiste quindi ad un rapido passaggio delle rappresentazioni botaniche, da immagini schematiche, tipiche della tradizione medievale, a raffigurazioni realistiche risultanti da un'osservazione diretta e personale della natura, giungendo così ad un definitivo cambiamento di paradigma interpretativo.

Testi quali il De Historia stirpium commentarii Insignes di Leonard Fuchs (1543), la Historia plantarum universalis di Johann Bahuin (1650), Catalogus plantarum di Jan Commelin (1702) indagano le caratteristiche costitutive delle specie: mais, patata, pomodoro, cacao, cocco, banane, oggi in uso in tutte le cucine mondiali.

Infine, la terza sezione illustra le modalità di coltivazione di queste specie e la loro progressiva comparsa nei ricettari del XVI e XVII secolo, radicandosi progressivamente negli usi locali dando luogo a una vera e propria rivoluzione culturale e gastronomica.

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