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News Cultura

Gli organizzatoriNelle serate di venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio, prende forma in piazza Sordello e si diffonde lungo tutto il cuore della Mantova più antica “Risonanze – rito collettivo dell’attesa”. 3 attrici, interagendo con 3 musicisti, in 3 sere d’inizio luglio, si alternano nella lettura di poesie o brani letterari portatori di speranza e luce dopo i momenti tristi vissuti nei mesi scorsi.

Gli spettacoli sono stati illustrati sabato 27 giugno al Cinema Oberdan di Mantova da Giovanni Pasetti, consigliere delegato alla Cultura del Comune di Mantova, Anna Maria Baboni e Alberto Rigamonti de Il cinema del Carbone e Valentina Pavesi di Oficina Ocm e da Fiorenza Bacciocchini direttore della Fondazione Bam.

Ermanna Montanari legge Dante, accompagnata dal trombettista Simone Marzocchi; Sonia Bergamasco si orienta su Emily Dickinson, interagendo con il clarinettista Aljaz Begus; Federica Fracassi opta per Ariosto e invita il violinista Filippo Lama a ricrearne le atmosfere. L’ingresso è libero.

Il progetto curato dal Circolo cinematografico Il cinema del carbone è realizzato in collaborazione con Oficina Ocm e grazie all’adesione di numerosi soggetti del territorio, privati e fondazioni che sollecitati hanno risposto con generosità: Fondazione Banca Agricola Mantovana, Fondazione Comunità Mantovana Onlus, Fondazione Marcegaglia, Rampi srl, ConcreteLab, Palazzo Castiglioni Luxury Suites. “Risonanze” ha il patrocinio del Comune di Mantova e rientra nel cartellone “Mantova estate”.

“Risonanze” è rito collettivo di comunità, gesto simbolico che rompe l’isolamento degli ultimi mesi, mostrando come il teatro, la letteratura e la musica siano vivi e possano accompagnarci verso momenti migliori. Dall’alto del balcone di Palazzo Castiglioni, rivolte verso una grande piazza in cui le persone possono disporsi in sicurezza, portandosi una sedia portata da casa o un cuscino, un’attrice evoca incanti e li condivide grazie alle sue letture e alla musica che le accompagna; voce e suono si propagano per tutto il centro storico, in filodiffusione, e anche oltre, andando a costituire una vera e propria “comunità sonora”.

“Risonanze” accoglie e propaga una voce che finalmente si libera, che porta conforto e bellezza a chi ha sofferto e sta soffrendo per l’epidemia o per le sue conseguenze, che veicola un messaggio di speranza. “Risonanze” è un segnale di ripresa che viene dal teatro e dalla musica, le realtà che più di altre sono state messe in difficoltà dall’assenza obbligata di pubblico e dalla chiusura dei luoghi di spettacolo. Perché la distanza fisica tra le persone non diventi distanziamento sociale, perché il farsi comunità possa servire a “cum patire” per sopportare meglio e resistere, servono gesti e riti collettivi, dove la bellezza possa farsi salvifica. E allora, se Sherazade racconta per 1000 notti le sue storie per raggiungere la salvezza, ecco che con “Risonanze” 3 donne, 3 attrici, 3 artiste, in 3 sere d’estate, diffondono bellezza, piccolo viatico per una rinascita. Con l’auspicio che Mantova, capitale del Rinascimento e città dei festival, con questo gesto di comunità possa rappresentare ancora una volta una “scintilla” che faccia divampare fuochi anche altrove.

IL CARTELLONE

Venerdì 3 luglio ore 21.30
Ermanna Montanari - Vergine madre, figlia del tuo figlio

Interventi musicali a cura del trombettista Simone Marzocchi

 Scrive per riviste nazionali e internazionali e, nel 2017, ha pubblicato il libro di racconti Miniature Campianesi per Oblomov editore. Nel 2012 è uscita per Titivillus la biografia artistica a cura di Laura Mariani Ermanna Montanari fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe (nel 2017 in versione inglese) e sempre nel 2017 per Quodlibet il volume in italiano e inglese a cura di Enrico Pitozzi Acusma Figura e voce nel teatro sonoro di Ermanna Montanari. In relazione alla sua ricerca vocale sono stati pubblicati contributi in riviste e saggi, tra questi Enrico Pitozzi su Art’o e Culture Teatrali, Marco Sciotto su Scenari, Margherita De Giorgi su Rivista Brasileira de Estudos da Presennça, Daniela Visone su Acting Archives Review, Laurence Van Goethem su Alternatives théâtrales e i cd de L’Isola di Acina e Ouverture Alcina (Ravenna Teatro), La Mano e Rosvita (Luca Sossella editore). La voce di Ermanna Montanari e il suo originale “recitar cantando” sono anche su Spotify: cinque spettacoli scelti dal repertorio del Teatro delle Albe che annodano la sua ricerca vocale in particolare con le musiche originali di Luigi Ceccarelli.

Simone Marzocchi: diplomato in tromba sotto la guida del M° Andrea Patrignani presso l’istituto pareggiato “G.Verdi” di Ravenna.Ha frequentato per 6 anni il corso di analisi e composizione presso il conservatorio “B.Maderna” di Cesena sotto la guida dei Maestri G.Cappelli, L.Lollini, C. Boncompagni e C.Scannavini. Ha collaborato e collabora come musicista e compositore con diverse realtà musicali e teatrali italiane: Orchestra sinfonica dell’Emilia Romagna, Orch. giovanile di Trento, Orch giovanile “A.Toscanini”, Orch. dei giovani europei, Mei Orchestra, EAOrchestra, Teatro Binario, Societas Raffaello Sanzio, Teatro delle Albe, compagnia Un’Ottima lettera, Xtravagance Core. Attualmente è prima tromba dell’Orchestra Arcangelo Corelli di Ravenna e del Youbrass quartet, collabora come musicista e compositore col Teatro delle Albe e la compagnia Un’Ottima Lettera, è creatore ed esecutore dei progetti musicali Johnny & Mongo e Filomela , suona come solista (scrive ed esegue propri brani). Ha suonato in Italia, Francia, Slovenia, Ungheria, Spagna, Belgio, Germania, Svizzera, Olanda, Malta, Bulgaria, Portogallo.

 

Sabato 4 luglio ore 21.30
Sonia Bergamasco - La lontananza è matrice di dolcezza
Interventi musicali a cura del clarinettista Aljaž Beguš

 Nel 2017 dirige al Piccolo Teatro lo spettacolo Louise e Renée, ispirato a Memorie di due giovani spose di Balzac, di cui Stefano Massini cura la drammaturgia originale. Nel corso della lunga collaborazione artistica con il compositore Azio Corghi interpreta ruoli di cantante-attrice in Italia e all’estero. Nel ruolo di Elvira nell’opera Il dissoluto assoluto su libretto di Jose Saramago, è al Teatro Sao Carlos di Lisbona nel 2005 e alla Scala di Milano nel 2006. Al Teatro San Carlo di Napoli, nel 2017, è interprete e autrice della narrazione di scena nella versione da concerto del Fidelio di Beethoven diretta da Zubin Metha. Collabora stabilmente in -con un vasto repertorio per voce e pianoforte – con il musicista Emanuele Arciuli. Per l’edizione 2019 del Festival del Maggio musicale fiorentino firma la regia delle Nozze di Figaro di Mozart. Protagonista del film L’amore probabilmente di Giuseppe Bertolucci. Nastro d'argento per La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana; lavora con Bernardo Bertolucci, Giuseppe Piccioni e Franco Battiato. È La Regina madre del film Riccardo va all’inferno, di Roberta Torre e Luce nella commedia Come un gatto in tangenziale, diretta da Riccardo Milani. 

Premio Flaiano come miglior interprete nel film De Gasperi, di Liliana Cavani, riscuote grande successo nelle serie Tv Tutti pazzi per amore e Una grande famiglia entrambe dirette da Riccardo Milani, ed è Livia nella serie televisiva Il commissario Montalbano. Per il film Quo vado?, diretto da Gennaro Nunziante, vince il Premio Flaiano come interprete dell’anno, il Premio Alida Valli come migliore attrice non protagonista al Bari International Film Fest e il Premio CIAK d’oro.

Aljaž Beguš, primo clarinetto e solista dell'Orchestra da Camera di Mantova, si diploma alla Ljubljana Academy of Music, perfezionandosi poi a Madrid. Vincitore di concorsi e semi-finalista all’EBU New Talent Competition in Bratislava, come camerista collabora con artisti di primo piano della scena internazionale e in qualità di solista si esibisce con importanti orchestre tra cui Slovenian Philharmonic, RTV Slovenia Symphony Orchestra, Gustav Mahler Youth Orchestra. Prende parte a festival di prestigio tra cui BBC Proms di Londra, Luzern Festival, Salzburg Festival, Kammerfest Lockenhaus, Trame Sonore Mantova Chamber Music Festival.

 

 Domenica 5 luglio ore 21.30

Federica Fracassi - Variazioni Furiose
Interventi musicali a cura del violinista Filippo Lama

 Al cinema esordisce nel 2010 in Happy Family di Gabriele Salvatores, seguono, tra gli altri, Bella addormentata di Marco Bellocchio e Il capitale umano di Paolo Virzì (2014), Gli sdraiati di Francesca Archibugi (2017), Benedetta follia di Carlo Verdone (2018). Nelle ultime stagioni teatrali lavora a Raffiche, dedicato a Splendid’s di Jean Genet, con la compagnia Motus ed è protagonista di Louise e Renée, regia di Sonia Bergamasco, drammaturgia di Stefano Massini da Mémoires de deux jeunes mariées di Honoré de Balzac, una produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. Lavora a un ampio progetto ibseniano coprodotto da Teatro Franco Parenti/Ctb/I Guitti con il regista Luca Micheletti, con il quale condivide la scena in Rosmersholm-Il gioco della confessione e in Peer Gynt- Suite. Nell’ambito di questo percorso è ideatrice e autrice, insieme alla fotografa Valentina Tamborra, del progetto Nient’altro che finzioni. È protagonista di un avvincente percorso che attraversa l’opera di Giovanni Testori: partendo dai Tre Lai incarna la regina Erodiàs, diretta da Renzo Martinelli e nel 2019 è La Monaca di Monza diretta da Valter Malosti. Nella stagione 2019/2020 è Cassandra in Ecuba per la regia di Andrea Chiodi. Si dedica a un percorso parallelo al teatro costellato di letture poetiche in dialogo con musica dal vivo insieme a compositori e musicisti contemporanei. Collabora come attrice e modella alle sfilate e agli spettacoli di Antonio Marras. È una delle protagoniste della serie tv Luna Nera, prodotta da Fandango e Netflix

Filippo Lama collabora con l'Orchestra da Camera di Mantova, da oltre 30 anni, in qualità di violino, violino di spalla e solista. Bresciano, classe 1961, diplomato con il massimo dei voti e la lode, vincitore di concorsi nazionali e internazionali, dedica buona parte della propria attività alla musica da camera, suonando in formazioni dal duo all'ottetto. Nel 2010 fonda con il violoncellista Stefano Guarino e il pianista Riccardo Zadra l'Hesperos Piano Trio. Dal 2007 è direttore artistico e konzertmeister dell’Orchestra da Camera di Brescia. E' titolare della cattedra di violino al Conservatorio “Marenzio” di Brescia.

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Luci e suono sono a cura di:
Marco Olivieri -Sound designer
Fonico, sound designer e compositore ha collaborato con molti musicisti e artisti di fama internazionale sia in live che in studio. Operando da molti anni anche in ambito teatrale ha potuto affinare competenze e gusti che travalicano i consueti confini di genere realizzando progetti e ricerche sulla spazializzazione sonora e sulla sonorizzazione di spettacoli multidisciplinari. Alcune delle sue collaborazioni in ambito musicale sono state con, tra gli altri, Arto Lindsay, Patty Smith, Lou Reed, Goran Bregovic, Calexico. In ambito teatrale ha realizzato diverse colonne sonore e progetti di sonorizzazione, collaborando con molte compagnie e registi, tra cui Bob Wilson, Socìetas Raffaello Sanzio, Eimuntas Nekrosius.

Tommaso Rossi- Luci
“Sono attivo nel mondo dello spettacolo da più di 25 anni, ho attraversato il teatro di ricerca e quello di prosa, la moda, il corporate, i festival teatrali e musicali, mostre temporanee e permanenti. Ho anche progettato matrimoni e battesimi. Di ogni campo ne ho assorbito il linguaggio mantenendo il mio punto di vista. Questa a Mantova, è una “prima volta”, non mi è mai successo di fare luce dopo un periodo buio così lungo” (Tommaso Rossi)

Tema srl- Service tecnico audio e luci
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COL PATROCINIO del Comune di Mantova

CON IL CONTRIBUTO DI: Fondazione Bam; Fondazione Comunità Mantovana Onlus; Fondazione Marcegaglia; ConcreteLab; Rampi srl; Palazzo Castiglioni Luxury Suites
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PROGETTO A CURA DI Circolo cinematografico Il cinema del carbone.

Sabato, 27 Giugno 2020 20:16
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La riapertura delle Biblioteche comunali procede con una progressiva riattivazione dei servizi tradizionali. Da lunedì 15 giugno infatti sarà nuovamente possibile accedere alle sale di lettura del Baratta e della Teresiana seguendo un protocollo a tutela della sicurezza degli utenti e degli operatori.

Nel dettaglio:
• L'ingresso alle sale di lettura sarà contingentato, per garantire il corretto distanziamento, e previa misurazione della temperatura corporea;
• Non tutte le aree saranno accessibili: escluse al pubblico sala emeroteca e sala bambini/ragazzi (Baratta); sala emeroteca (Teresiana);
• Per favorire la fruizione del servizio ad un maggior numero di persone è previsto un tempo massimo di permanenza nella struttura (secondo turnazioni antimeridiane e pomeridiane);
• I materiali consultati dovranno essere depositati in appositi spazi, specificamente identificati a questo scopo, e non riposti direttamente a scaffale;
• Le postazioni studio e quelle informatiche sono accessibili solo ed esclusivamente previa prenotazione scrivendo ai recapiti email delle biblioteche (Teresiana: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Baratta: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.);
• Rimane sempre attivo al Baratta lo sportello di consulenza telefonica generale e specifico per consigli di lettura per bambini e ragazzi;
• Sempre al Baratta verranno organizzate attività e letture all'aperto per bambini.
Si fa presente che durante la permanenza all'interno delle strutture sarà obbligatorio l'uso costante delle mascherine.

“Gradualmente stiamo riaprendo tutti gli spazi delle nostre biblioteche – ha detto l’assessore del Comune di Mantova Paola Nobis – e riattivando i vari servizi che organizziamo per i tanti fruitori. Le biblioteche comunali sono un punto di riferimento per i cittadini, dai più piccoli ai più anziani. Ed è per questo, comunque, che anche nei periodi più delicati abbiamo sempre cercato di esserci, fornendo alcuni servizi, e continuiamo a lavorare per riprendere tutte le attività comprese quelle del ricco cartellone del Baratta+”.

Gli orari da lunedì 15 giugno di apertura al pubblico della Biblioteca Teresiana saranno dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13 (tel. 0376/338460-338450), mentre quelli del Baratta lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 20 e martedì e giovedì dalle 9 alle 22.30 (tel. 0376/352701).

Martedì, 09 Giugno 2020 10:11
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Occasio et Poenitentia1

Occasio et Poenitentia al Palazzo San Sebastiano di Mantova #museichiusimuseiaperti
L’appuntamento sul web di oggi, venerdì 5 giugno, dedicato alle collezioni dei Musei civici riguarda un affresco molto particolare, di scuola mantegnesca e con un soggetto estremamente curioso e di difficile interpretazione. Si tratta di “Occasio et Poenitentia”, l’Occasione e la Penitenza, un tema che affronta in pittura l’annoso dilemma tra il vizio e la virtù. Per conoscere maggiormente i dettagli di quest’opera un tempo pensata per ornare la cappa di un camino di un’abitazione privata mantovana si potrà accedere online ai canali istituzionali dei musei civici: www.palazzote.it  , Facebook,/Instagram (palazzotemuseicivicimn) e su youtube (Musei Civici Mantova).
Video: https://clikka.net/gM07H 

L’iniziativa che stiamo facendo sui canali digitali in questo difficile momento non ha lo scopo di sostituire in alcun modo l’esperienza della visita “reale”.
Desideriamo tenere viva l’attenzione e stimolare la curiosità con nuovi spunti che portino le persone a riscoprire le opere nel loro contesto anche con l’aiuto indispensabile dei professionisti che da sempre si occupano di accompagnare nelle visite il pubblico e di rendere, con la loro professionalità, i nostri Musei Civici un luogo di condivisone che rappresenta il senso del Museo. Pertanto viviamo lo stesso senso di disagio di tutti coloro che confidano e sollecitato l’apertura dei Musei.
Siamo al lavoro per rendere possibile quel giorno garantendo la massima sicurezza che sarà, insieme all’immutata bellezza dei Palazzi e delle opere, l’unica garanzia per l’attrattività.

 

QUESTI I VIDEO GIA' DISPONIBILI


"Il Gatto", collezione egizia Palazzo Te con il Direttore dei Musei civici, Veronica Ghizzi
https://clikka.net/rsNPN  

"Al Caffè" di Federico Zandomeneghi con il Conservatore dei Musei civici, Roberta Piccinelli
https://clikka.net/MXQKl 

I Vasi Canopi della Collezione Egizia di Palazzo Te con il Direttore dei Musei civici, Veronica Ghizzi
https://clikka.net/lwgfV 

"Il mattino" e "Bambina tra i fiori" di Armando Spadini con il Conservatore dei Musei civici, Roberta Piccinelli
https://clikka.net/bcGsu  

Il busto di Francesco II Gonzaga di Palazzo San Sebastiano con il Conservatore dei Musei civici, Roberta Piccinelli
https://clikka.net/YS6Fq 

Il Cupido dormiente di Palazzo San Sebastiano con il Direttore dei Musei civici, Veronica Ghizzi
https://clikka.net/eZrbk 

Rappresentazione di Roma, dipinto su tela, con Antonella Cancellara, coordinatore attività didattica
Video: https://bit.ly/2TwvEb7 

Virgilio in cattedra di Palazzo San Sebastiancon il Direttore dei Musei civici, Veronica Ghizzi
https://clikka.net/Kg0Pu 


PER I PIU' PICCOLI

Segnalibro in geroglifico
https://clikka.net/6YM1v


Costruiamo insieme la croce egizia!
https://clikka.net/OSz2D 

Mercoledì, 03 Giugno 2020 09:12
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hoferAndreas Hofer Mantova Mito Memoria Spazio culturale - Info Point turistico

All'interno della cinquecentesca Porta Giulia, attribuita all'opera di Giulio Romano, sorge il nuovo spazio culturale e info point turistico Andreas Hofer Mantova Mito Memoria.
Assieme a tratti di mura, al bastione della Madonna e alla settecentesca polveriera, Porta Giulia nobilita gli obliati frammenti dell’antica fortezza di Porto e, affiancata dall’esteso Parco monumentale Andreas Hofer, è oggi cuore civico del quartiere di Cittadella.
Inaugurato il 19 febbraio 2020, lo spazio culturale Andreas Hofer Mantova Mito Memoria con una meticolosa e ampia ricognizione delle fonti documentarie e iconografiche, con i cimeli e la preziosa collezione di Martin Reiter illumina la figura di Andreas Hofer, uomo, personaggio storico e mito, attraverso un percorso fisico e culturale del contesto mantovano in cui si consumarono gli ultimi giorni dell’eroe tirolese, e attraverso le nuove interpretazioni storiche, politiche e culturali che hanno trasformato Hofer in un simbolo di dialogo tra i popoli, incontro pacifico, arricchimento di conoscenza nella comune casa europea.
Il moderno allestimento museografico permette un inedito itinerario tra Memoria e Mito che oggi si affianca a un più ampio percorso hoferiano, che parte dal tessuto storico del quartiere di Cittadella, caratterizzato dalla Strada Montata, antico ingresso alla città (attraversato dallo stesso Hofer al suo arrivo in Mantova) che dall’esistente ponte levatoio conduce all'antica Porta Giulia. La porzione urbana di Cittadella, alle porte della città, ritrova ideale relazione con il centro cittadino nel neoclassico palazzo d’Arco, luogo del processo ad Andreas Hofer, oggi sede di un museo, e con piazza Sordello, cuore della città storica, luogo delle celebrazioni dell’eroe tirolese, che cadono ogni anno il 20 febbraio, nell'anniversario della sua morte.
hofer2Il progetto museale, promosso dall’Associazione Porta Giulia-Hofer, è nato in particolare in collaborazione con l’Archivio di Stato di Mantova, l’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, l’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea, il Museo e Fondazione Palazzo d’Arco, il Parco Regionale del Mincio e la Società per il Palazzo Ducale, con il sostegno e il contributo del Comune di Mantova, di GECT Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino e della Fondazione Comunità Mantovana.
Lo spazio culturale Andreas Hofer Mantova Mito Memoria è anche importante info point turistico a beneficio dei turisti provenienti dalle direttrici settentrionali e dal lago di Garda, ma soprattutto diventa crocevia e punto di partenza per percorsi turistici ciclabili e/o escursionistici, che collegano la zona periurbana al centro storico cittadino o alle più importanti ciclovie europee.

hofer2Dal 18 maggio 2020, in seguito all’emergenza COVID-19, per l’accesso è richiesta la prenotazione tramite il sito ufficiale: www.andreashofermantova.it 

Informazioni
Andreas Hofer Mantova Mito Memoria
Spazio culturale – Info Point turistico
Piazza Porta Giulia, 8
46100 Mantova

tel. 0376 220016
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Sito ufficiale: www.andreashofermantova.it 

 

Orario di apertura
febbraio-maggio: sabato 15.00-17.00; domenica 10.00-12.00 e 15.00-17.00

giugno-ottobre: sabato 16.00-18.00; domenica 10.00-12.00 e 16.00-18.00

da lunedì a venerdì su prenotazione; ulteriori aperture su prenotazione

 

Ingresso e modalità di visita
La visita si svolge liberamente durante gli orari di apertura
I visitatori potranno essere anche accompagnati da guide abilitate esperte del territorio (Guide GAM)
Le visite su prenotazione e/o guidate possono essere richieste telefonando alla Segreteria (tel. 0376 220016) o via mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il biglietto d’ingresso consente uno sconto sulla visita del Museo di Palazzo d’Arco

 

Sabato, 30 Maggio 2020 11:33
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LogoHa preso il via la settima edizione di Mantovarchitettura, con una nuova modalità, senza la presenza del pubblico e dei relatori nei luoghi più belli della città, ma attraverso collegamenti on line. Le lezioni in streaming sono rivolte a un vasto pubblico anche di non addetti ai lavori. Il Politecnico di Milano e il Polo territoriale di Mantova, pur nelle oggettive difficoltà del momento dovute all'emergenza coronavirus, sono riusciti a organizzare un programma con un'ampia partecipazione di architetti che arrivano da molte parti del mondo.

La rassegna, che gode anche del patrocinio del Comune di Mantova, prosegue fino al 12 giugno con ventisei conferenze e con ospiti italiani e internazionali.

Vai al sito per leggere il programma e altre informazioni.

Giovedì, 28 Maggio 2020 18:14
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zavanellaIl centro Studi Leon Battista Alberti, a fianco dell’amministrazione del Comune di Mantova, si è occupato di dare alle stampe uno studio di Davide Allegri dedicato ai lavori dell’architetto mantovano Renzo Zavanella. La pubblicazione è il risultato dello studio organico e completo sulla figura di questo professionista, delle sue connessioni e dei suoi rapporti con gli altri Maestri dell’architettura moderna e con le avanguardie artistiche del Novecento, con particolare riferimento all’amicizia con Lucio Fontana. L’opera di Zavanella – attraverso i suoi intensi e duraturi rapporti con la grande impresa italiana, i capitani d’industria pionieri della moderna produzione – è inoltre strettamente connessa con la storia sociale, culturale ed economica della Lombardia tra le due guerre, fino al boom economico e al miracolo italiano degli anni Sessanta. 
Il progetto è sostenuto anche dal Politecnico di Milano e dal Ministero dei Beni Culturali.

Il volume indaga la multiforme e variegata produzione di Renzo Zavanella (1900-1988), architetto e designer mantovano che ha operato a Milano tra la fine degli anni Venti fino alla morte. Nel suo piccolo studio domestico (via Pancaldo prima e via Tiepolo poi) con la sola sorella Bice come unica e fedele collaboratrice Zavanella progetta visionari padiglioni fieristici, oggetti e mezzi di trasporto dal design straordinariamente innovativo, residenze, uffici, tombe (piccoli capolavori tra arte astratta e razionalismo purista realizzati con Lucio Fontana) intessendo, lungo una carriera professionale ultradecennale, rapporti con i maggiori protagonisti della cultura architettonica e artistica del Novecento italiano.

Renzo Zavanella costituisce un importante satellite di quella costellazione tipicamente lombarda e milanese che fa riferimento alla variegata galassia del professionismo colto, all’interno della quale si sono poi riscoperti, spesso con ritardo, progettisti di indubbio valore. Figura spuria che “non si è mai vista riconoscere il suo giusto posto nella storia dell’architettura contemporanea”, è stato però qualcosa di più e di diverso anche rispetto a questa definizione. Nato a Mantova allo scoccare del Secolo breve la sua vicenda, che si svolge quasi tutta a Milano, costituisce un capitolo sostanzialmente obliterato del grande romanzo dell’architettura del Novecento. Tra le due guerre collabora con Gio Ponti e Luciano Baldessari ed è “compagno di strada” di alcuni dei maggiori protagonisti della cultura architettonica e artistica italiana: più direttamente con Enrico Ciuti, Lucio Fontana (col quale realizzerà piccoli capolavori di architettura funeraria al Monumentale di Milano), Raffaello Giolli, Giulio Minoletti, Giuseppe Pagano, Edoardo Persico, Agnoldomenico Pica; più marginalmente Franco Albini, Ignazio Gardella, Giancarlo De Carlo, Carlo De Carli, Ernesto Nathan Rogers, Marco Zanuso. Nel secondo dopoguerra è, tra gli architetti, uno dei maggiori protagonisti del “miracolo economico” italiano, disegnando i nuovi spazi e gli oggetti simbolo della società del consumo di massa e concentrando la propria attività professionale su diversi fronti: dall’architettura espositiva (che sarà, per tutta la sua carriera, settore privilegiato di sperimentazione), al design di interni, dal nascente settore dell’industrial design (dove l’oggetto “di serie” sarà da lui concepito come “pezzo unico” dalla raffinata artigianalità del dettaglio, in un approccio sospeso tra Albini e Mollino), fino ad arrivare allo studio e alla realizzazione di prototipi da prodursi in serie per abitazioni-tipo e per gli edifici a servizio della meccanizzazione diffusa (stazioni di rifornimento, autogrill).

Giovedì, 21 Maggio 2020 08:53
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Palazzo Te   Loggia di Davide

Continua il progetto digitale #sempreconTE, ideato da Fondazione Palazzo Te, per condividere con il pubblico contenuti di approfondimento, lezioni, letture, podcast, musica e materiali di archivio video e audio. Nato come risposta alle gravi difficoltà degli ultimi mesi, il progetto guarda al futuro e offre un contributo concreto attraverso la cultura e la pratica artistica. Utilizzando il lavoro di progettazione e ricerca condotto negli ultimi anni e quello attualmente in corso, Fondazione Palazzo Te ha elaborato 6 percorsi tematici sulla storia del Palazzo, dei Gonzaga e sui contenuti delle attività degli ultimi anni.
In queste settimane, le produzioni si concentreranno su tre nuove serie:
la prima “Gli Dei della volta dei Giganti”, della collana #ilMitoèParolaViva, prende ispirazione dalla volta della stanza dei Giganti di Palazzo Te per raccontare le storie e le vite degli dei, abitanti del monte Olimpo.
La seconda e la terza serie appartengono entrambe al percorso #PalazzoTEeiGonzaga, con i racconti e i segreti di una delle principali corti del rinascimento italiano. Nella prima, “Giulio Romano visto dagli altri”, a cura di Guido Rebecchini, scopriamo come l’artista è stato descritto o rappresentato dal cinquecento al novecento dai brillanti sguardi di Pietro Aretino, Vasari, Tiziano, Heinrich Wölfflin, Bernard Berenson e Ernst Gombrich.
La terza serie, “Giulio Romano: documenti e testimonianze”, a cura di Daniela Ferrari, indaga il felice connubio tra l’artista e il committente Federico II Gonzaga, svelando aspetti della vita di Giulio legati non soltanto alla sua produzione artistica e architettonica.
Questi nuovi contenuti, insieme agli oltre 40 già pubblicati sui canali social della Fondazione, sono raccolti nella nuova sezione Mnemosyne del sito www.fondazionepalazzote.it , un luogo dedicato alla memoria e alla creazione, un prezioso canale per restituire al pubblico l’attività di progettazione della Fondazione.
Il progetto social #sempreconTE e la nuova sezione web Mnemosyne di Fondazione Palazzo Te  propongono un modo nuovo di custodire il rapporto con la città, attraverso parole e immagini che possono accorciare le distanze, rompere la lontananza e mantenere vicini.

 

Mnemosyne: la nuova sezione del sito di Fondazione Palazzo Te
Una raccolta di contenuti sull’arte e la cultura accessibili a tutti

I contenuti social proposti da Fondazione Palazzo Te, ideati per il progetto #sempreconTE per offrire un contributo concreto attraverso la cultura, sono raccolti e disponibili online nella nuova sezione Mnemosyne del sito www.fondazionepalazzote.it : in allegato è scaricabile il Comunicato stampa 

 

I PERCORSI TEMATICI

Palazzo Te e i Gonzaga: negli anni del suo splendore, la famiglia mantovana è stata una delle più importanti e machiavelliche corti del Rinascimento. In questa pagina sono proposti racconti e segreti della vita a corte, approfondimenti su Giulio Romano e sul palazzo.

Spazio Te: si riconferma anche digitalmente uno spazio di condivisione, di ricerca e di rilancio del fare arte, un luogo in cui le capacità creative della città trovano legittimazione. Qui sono disponibili contributi musicali, produzioni teatrali e performance di artisti che si sono esibiti a Palazzo Te e allo Spazio Te.

Scuola di Palazzo Te: è stata creata nel 2018 con il progetto di accrescere le capacità di azione, di pensiero e di sviluppo nel campo della produzione cultura. In questa pagina sono proposte interviste agli artisti che sono intervenuti come docenti, testimonianze dei percorsi formativi e approfondimenti sui temi affrontati durante le lezioni a Palazzo Te.

Il mito è parola viva: Palazzo Te, nel Cinquecento, è stato pensato e realizzato come luogo di rappresentazione e di ospitalità, segreto e pubblico nello stesso tempo. Le Metamorfosi di Ovidio e molti altri miti della tradizione greca rivivono nelle sale del museo con narrazioni che rilanciano il mistero della distanza del divino e della sua prossimità. In questa pagina sono disponibili i video-racconti di famosi miti come Amore e Psiche nell’omonima sala, La Caduta di Fetonte nella camera delle Aquile, Aci e Galatea nella sala di Amore e Psiche, Orfeo ed Euridice nella sala di Ovidio.

Trilogia sul femminile: l’Annunciazione e la trascendenza, la rappresentazione erotica e del desiderio, e il mito di Venere sono le componenti di un programma espositivo dedicato all’esplorazione del femminile nei suoi diversi aspetti. L’Annunciazione è stato il primo capitolo, con la mostra “Tiziano/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra”; “Giulio Romano. Arte e desiderio” è stato il secondo passo, in cui si è esplorato il riflesso della donna nello sguardo maschile; Venere sarà il terzo capitolo, che aprirà una ricerca sull’origine della figura di Venere e sulla permanenza della “forma” del suo mito nell’arte rinascimentale. Nella pagina sono condivisi pensieri, conferenze, immagini sul mito e sulla realtà del femminile.

Arte e follia: sono proposte riflessioni sul rapporto tra arte, marginalità, follia e cura, a partire dall’esperienza della mostra su Carlo Zinelli, che ha offerto l’occasione di esplorare la frontiera tra la pratica artistica e la pratica psicoterapeutica.

Info: www.fondazionepalazzote.it 

Mercoledì, 20 Maggio 2020 10:56
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italia nostraLa cultura non si ferma e Italia Nostra Mantova presenta sui propri canali social (Facebook, Instagram e Youtube) video e interviste dedicati a curiosità e storie della nostra città. Ti racconto una storia è un appuntamento settimanale domenicale che presenta racconti brevi e “interviste al telefono” con studiosi e storici dell’arte.

TI RACCONTO UNA STORIA. La peste di San Carlo a Mantova
di Daniela Sogliani
https://www.youtube.com/watch?v=TRk1ROtlHbI 
Comprendere il più possibile che cosa succede durante un’epidemia può aiutare a ridurre la mortalità in futuro. Anche la famiglia Gonzaga vive la tragica esperienza della pandemia, la più grave nel 1630 durante la guerra di successione del Monferrato. Prima di questa data ci fu la cosiddetta “peste di San Carlo” che colpì il territorio nazionale tra il 1576 e il 1577. Il contagio si verificò durante l’episcopato milanese di san Carlo Borromeo ed è citato nel capitolo XXXI de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni per introdurre quello abbattutosi in Lombardia nel 1630. Diversi documenti dell’Archivio di Stato di Mantova presentano le misure di contenimento del contagio adottate e propongono “intrugli da bere” come possibili rimedi.

TI RACCONTO UNA STORIA. La misura del tempo
di Daniela Sogliani
https://www.youtube.com/watch?v=b8o2KXIYtv0 
Come misura l’uomo il suo tempo? Dopo la meridiana e la clessidra nasce l’orologio meccanico che non indica un tempo astronomico, né un tempo terreno ma astratto e intellettuale. La storia delle visioni del tempo e dei modi della sua misurazione è la storia degli orologi, molto amati dalla famiglia Gonzaga come si legge nei documenti dell’Archivio di Stato di Mantova. Isabella d’Este chiede un orologio con “lo resvegliatore” mentre suo figlio Federico II Gonzaga possiede disegni di Giulio Romano per orologi. Giocattoli bizzarri frutto dell’ingegno umano, gli orologi sono ospitati nei Gabinetti delle curiosità delle corti europee e anche nella celebre collezione gonzaghesca.

TI RACCONTO UNA STORIA. Il Museo digitale: la Loggia di Amore e Psiche nella Villa Farnesina a Roma
di Daniela Sogliani e Virginia Lapenta
https://www.youtube.com/watch?v=-o0UZ7oqdSU 
In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, che si è tenuta il 18 maggio 2020, abbiamo dedicato una puntata alla Villa Farnesina a Roma con un’intervista telefonica a Virginia Lapenta, Conservatore della villa. Abbiamo chiesto a Virginia Lapenta di presentarci il progetto del sistema interattivo della Loggia di Amore e Psiche. Villa Farnesina ospita la sede di rappresentanza dell’Accademia Nazionale dei Lincei, che ha voluto il progetto e che ha reso disponibile on line uno dei tesori artistici più belli della Capitale. L’apposito web digitale, sviluppato in collaborazione con Eliana Siotto e Gianpaolo Palma del Visual Computing Lab ISTI‐CNR, consente all’utente di immergersi e navigare liberamente negli affreschi della Loggia dove sono state individuate 170 specie botaniche e 50 specie animali. I collegamenti con Mantova sono molteplici perché la Loggia fu affrescata da Raffaello e da Giulio Romano che ripropone, nella celebre sala di Psiche a Palazzo Te, lo stesso tema letterario.

 

fb: Italia Nostra Mantova

Martedì, 19 Maggio 2020 09:47
Pubblicato in Cultura
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